
BACCANTE
di Giovanni Calò e Giulia Gaudenzi


Presentazione
Lo spettacolo, tratto dalla tragedia greca Le Baccanti di Euripide, vuole addentrarsi nel sottosuolo inesplorato della memoria per ritrovare gli antichi sensi. In scena una sola attrice, che attraverso il personaggio di Baccante, l’ultima tra le sue sorelle, ripercorre nel ricordo gli avvenimenti nella città di Tebe e sul monte Citerone. Nel passato riemergono le ombre, i fragori, le contraddizioni, gli intrecci, le passioni di un’umanità fragile e primordiale. Il paesaggio in cui si muove Baccante è desertico, essenziale, immerso in un’atmosfera di luci e ombre in continua metamorfosi. La tragedia lascia spazio per interrogativi e suggestioni che, quasi mai, hanno una risposta univoca. Baccante è testimone di una società carica di antinomie e divergenze, dove ognuno confessa la propria verità.
Note di Regia
Tendiamo a pensare al passato come una lunga linea retta costellata di avvenimenti e persone, che si perde nel tempo, all’infinito, dietro le nostre spalle. Ma se provassimo ad immaginare il passato come un grande muro dietro di noi sul quale, nella nostra memoria, tutto è orizzontalmente sullo
stesso piano temporale, vedremmo vicini a noi avvenimenti e persone tra essi molto lontani nel tempo.
Abbiamo provato allora a voltarci e abbiamo visto una Baccante, su quel muro molto vicino a noi, che ci ha raccontato la storia della sua vita sul monte Citerone, a Tebe, del suo incontro con Dioniso, di Penteo, Agave e tutti i personaggi narrati da Euripide nella tragedia Baccanti.
Così, guidati dai frammenti della sua memoria, dai suoi racconti sospesi, le sue inquietudini, Baccante ci ha condotto in un mondo arcaico e lacerante, nel quale forse pensa ancora di abitare, desolatamente sola, ma decisa a non dimenticare.
Attraverso i personaggi ci narra di persone che hanno sia torto che ragione, che non riconoscono chi hanno davanti, che il giusto è colui che ha il potere, sia lui uomo o dio in forma mortale, che alla fine tutti sono contagiati dalla follia dionisiaca e che spesso rito e tragedia possono crudelmente coincidere.
La sua testimonianza viene rappresentata da un’attrice, sola, che ha il compito di dare voci e corpi a questa Baccante, sola, che ci ha affidato tutto il mistero e le ambiguità di questa vicenda tragica e i conflitti insanabili che contiene. Seguendo Baccante abbiamo cercato lungo i sentieri del teatro,
nella natura circostante, nella natura umana, nella nostra natura, entusiasmandoci con rapimento e meraviglia, pensando che Dioniso, dio dell’ebbrezza e del Teatro, sarebbe stato contento.
“Chi genera qualcosa di vivo deve immergersi nelle profondità primigenie dove dimorano le potenze della vita, e quando riemergerà avrà negli occhi un lampo di follia, poiché laggiù la morte abita insieme alla vita.”
Walter F. Otto
Giovanni Calò


Note d’attrice
“Vivo con questo spettacolo il senso di un ricordo perduto, che riemerge grazie alle immagini, agli impulsi. Lo stesso ricordo bussa e apre delle finestre che riportano in luce attimi lontani e offuscati dal tempo, lampi di follia dimenticata, che vive nel profondo abisso.
Un terremoto che fa paura, che sradica le difese di fronte alla meraviglia di ciò che non conosco e che ricerco con fatica e stupore.
Dentro questo viaggio mi sento persa e ritrovata. Tento di annientare la logica e di appoggiarmi sul concreto, in un percorso carico di incertezze. Qui trovo la mia energia, una strana frenesia che mi tenta ogni giorno. Ritrovo il piacere di non sapere, di esplorare anche il dolore, correndo il rischio di addentrarmi in luoghi oscuri, ma che lasciano spazio alla libertà.
Baccante è la mia forza, la mia fragilità.”
Giulia Gaudenzi
Pensieri del pubblico
“Baccante è andato in scena con un’intensità inaspettata, capace di stupire grazie a una regia coraggiosa e alternativa. I colori e le musiche si mescolano ai movimenti dell’unica attrice in scena, mostrando il risultato di un lavoro profondo e coinvolgente per tutta la durata dello spettacolo.”
M. Congiusti
“Baccante è uno spettacolo che colpisce dritto: profondo, energico, intenso. Ho apprezzato molto l’uso della scenografia, dei semplici bastoni disposti inizialmente come una tenda primitiva, ma anche l’interazione che ne fa l’attrice attraverso una potente espressività corporea che lascia emergere il legame tra la dimensione divina-dionisiaca e quella terrena-materiale.”
M. Pedrini
“Uno spettacolo capace di mantenere il pubblico in un coinvolgimento emotivo profondo. Un’esperienza teatrale toccante e significativa, che ha trasmesso una rara e intensa inquietudine.”
A. Masullo
“Ho visto Baccante e subito mi animano due tensioni. Farsi corpo. Trasfigurarsi. Non ricordo luci come del giorno, la scena quasi non muta, un poco sostenendo e un poco facendo largo alle voci, che sgorgano come nei parti, gettate in un istante dalle fatiche al mondo. Senza trovare posto, se non in una cadenza improvvisa, nel tremore del corpo, nei passi incerti, nelle mani che agiscono con nettezza o annaspano, nei suoni e soffi che ci donano il racconto. Un pantheon notturno dove si giocano tentativi effimeri e crepe aride, dove il tempo è un vaticinio ingannevole. Si rimane ignudi, sgomenti, vicini a verità che si nascondono, appena percepite. Come traccia restano i nomi. Euripide, Tiresia, Giulia, Cadmo, Dioniso, Giovanni, Agave, …”
E. Giamminola
“Un’artista straordinaria: nonostante la sua giovane età, dimostra una padronanza scenica sorprendente. È capace di entrare e uscire dai personaggi con naturalezza, modulando la tonalità vocale con grande maestria. La sua è un’interpretazione intensa, coinvolgente, capace di incantare il pubblico e lasciare un segno profondo.”
D. Bucca
“Baccante è una donna fiera, selvaggia…l’eterno simbolo tra razionalità e abbandono agli istinti. Dionoso rappresenta la tentazione e scelta tra questi due mondi. Per queste ragioni le Baccanti di Euripide rappresentano l’essenza di personaggi costantemente in lotta con se stessi in primo luogo e dalle mille sfaccettature. Trovare un’attrice in grado di rappresentare da sola su un palco questo contrasto non è cosa scontata e quantomeno facile. Giulia Gaudenzi porta avanti con maestria l’eterno conflitto interiore dei suoi personaggi, divisi tra ratio ed eros muovendo in noi la medesima sensazione emotiva. Come l’estasi che provano le Baccanti anche noi ci lasciamo andare alla messa in scena di cui Gaudenzi tesse armonicamente la tela. Lei ci guida. Voce, corpo e sguardo mutano in totale equilibrio e noi spettatori non possiamo fare altro che seguirla incantati. Uno spettacolo di teatro degno di questo nome, da vedere, vivere, condividere.”
I. Savoia
“Tanta passione è trapelata dallo spettacolo “Baccante” interpretato da Giulia Gaudenzi che per la prima volta vedevo in scena, e l’impressione è stata da subito intensa, quasi sorprendente per la capacità di catturare l’attenzione con naturalezza. Lo spettacolo è stato di grande impatto emotivo e la scenografia, essenziale ma efficace, ha lasciato spazio all’attrice di esprimersi liberamente colmando con la sua presenza quei vuoti studiati alla perfezione. Giulia sostiene da sola l’intero impianto narrativo con un’interpretazione solida e dinamica, riuscendo a dare forma a personaggi diversi attraverso variazioni puntuali di voce, ritmo e presenza scenica. Nella sua esibizione attoriale spicca il controllo preciso dei passaggi e la loro intensità, che mantiene costante il coinvolgimento dello spettatore. Ne emerge una lettura profonda di un testo non immediato, reso più accessibile proprio grazie alla qualità dell’interpretazione. Uno spettacolo che punta sull’essenzialità e sulla forza dell’attrice, e che trova in questa scelta la sua efficacia. Emozionante!”
A. Ferrari
“Dopo aver visto “Baccante” ho capito esattamente che significa dramma greco. Il connubio tra parola, musica e movimento dell’artista in scena ti ipnotizza, ti trascina con se, ad un tratto, senti
che sta toccando corde ancestrali dentro di te.
Da non perdere.”
M. Antonelli
“Al di là del titolo che in qualche modo contiene una certa dose di ironia, Baccante è uno spettacolo di Giulia e Giovanni che è piaciuto. Direi di più mi è piaciuto molto. In parte per la eccellente prova d’Attrice di Giulia Gaudenzi, ma direi in generale, per l’ideazione, per le radici che potremmo definire antropologiche, con un taglio quindi che rende comprensibile la tragedia di Euripide in maniera semplice diretta. Racconta di quello che nella mia visione, in quella sulla quale ho fondato gran parte del mio insegnamento negli ultimi anni all’Accademia del centro teatro attivo e in alcuni saggi che sto definendo e pubblicando, che definisco della struttura originaria, cioè, il principio freudiano della forza, della permanenza del complesso edipico all’interno di tutta l’attività letteraria e particolarmente drammatica dell’Occidente. […] Le baccanti di Euripide hanno questa straordinaria forza. Invasate dal Dio, da Dioniso, che potremmo definire come la divinità della libido freudiana, si scagliano in particolare, e questa è l’idea vincente dello spettacolo di Giovanni Calò, si scagliano sull’uomo/figlio che è venuto a spiare i loro riti per capire perché questa ritualità del tutto terrestre, anzi ctonia, sia così profondamente dannosa per la civiltà diurna, per la civiltà delle leggi, dell’ordine, quello che Freud chiamerebbe il Super io, e lo sbranano. E nello spettacolo di Giovanni e di Giulia in effetti, partendo da questa sorta di luogo antico, arcaico, una sorta di scheletro di tenda di accampamento che accoglie gli spettatori quando entrano nella sala del teatro, partendo da questo archetipo della casa e nello stesso tempo della natura si arriva alla conclusione con il massacro, e qui la forza dell’ Idea registica trionfa appieno, il massacro da parte della madre di Penteo, del ragazzo che ha cercato di capire che cos’è la libido femminile. Grandi applausi e grandi complimenti da parte mia e da parte di tutto il pubblico che ha potuto assistere purtroppo a due sole repliche milanesi.”
F. Ambrosini
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“Baccante” : intervista a Giovanni Calò e Giulia Gaudenzi
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